NOI Perzacco Perzacco.org NOI Perzacco
Home La Storia Calendario Galleria Fotografica Compagnia Teatrale
"EL MARUDENE"

La Storia di Perzacco - Zevio (VR)

Perzacco

Parlare di Perzacco vuol dire raccontare la storia di un paese dai profondi sentimenti religiosi, perché, nonostante avesse fama di un posto "infernale", la sua gente ha duramente lottato per costruire la chiesa (iniziata nel 1770 e conclusa nel 1779) e per avere un parroco tutto suo.
Il paese ha un passato oscuro perché non si hanno testimonianze certe delle sue origini: il nome, come suggerisce Piglialepre, deriva da un antroponimo, cioé dal nome di una persona o di una famiglia che si era insediata qui e vi aveva posto la sua dimora. La prima citazione del nome si trova in un documento del 1068, con la variante "Prezoco". Si dovranno attendere gli archivi parrocchiali istituiti dopo il Concilio di Trento (1545-1563), ma gi in funzione agli inizi del XVI sec. presso le Curie Vescovili, per trovare, in un documento del 1532 il nome "Perzacho".
La popolazione del paese alle prese con un terreno paludoso, difficile, percorso da numerosi corsi d'acqua (l'Adige non è ancora contenuto dagli argini), gente semplice, umile ma molto devota: inizia la costruzione di una chiesa, per non essere costretta a percorrere, per assistere alle sacre funzioni, 5 km a piedi fino alla chiesa "matrice" di Zevio, attraverso un territorio coperto da una fitta boscaglia, dove le scorrerie di briganti e gli assalti delle volpi erano molto frequenti. Si cominciano le richieste alla curia di Verona per essere istituito a parrocchia o, per lo meno, si chiede la possibilità di frequentare la chiesa del vicino paese di Albaro, distante solo 1 km. Zevio si dichiara d'accordo, purché le decime vengano comunque regolarmente versate alla chiesa madre! Nel 1619 si ottiene, comunque,un rettore, e dopo di lui ne seguiranno altri 38, fino al 1955, quando si insedia don Giuseppe Tosi con il quale, finalmente, nel 1956, Perzacco diventa parrocchia.

Renzo Piglialepre, Storia di Zevio,Arti Grafiche Studio 83, Lavagno (Verona), 2007, vol.II, p.552

Relazione sull'operato di
Don Giuseppe Tosi

1955: Don Giuseppe giunge come curato a Perzacco, che è ancora una "curaria" o "rettoria" di Zevio. Riunisce i capifamiglia e illustra l'iniziativa propostagli dal Vescovo, vale a dire l'elezione a Parrocchia della frazione. Ciò comporta la notevole spesa di 840.000 Lire. La maggioranza approva la proposta e nell'arco di qualche mese viene raccolta la somma necessaria.
  • 1956: nel febbraio don Giuseppe promuove l'acquisto di un concerto di campane e nell'aprile Perzacco diventa Parrocchia.
  • 1969: un parrocchiano informa don Giuseppe che all'ospedale di Borgo Trento c'è urgente bisogno di sangue; il parroco ne parla a due giovani che frequentano la parrocchia e il giorno dopo effettuano tutti e tre la loro prima donazione. Pensano di costituire un gruppo e nasce il Gruppo Francescano Donatori di Sangue (FIDAS dal 1998) che oggi è un fiore all'occhiello in tutta la provincia di Verona.
  • 1972: acquista (senza soldi!) alcuni campi in vendita, ottenendo una notevole dilazione nel tempo: la notizia suscita entusiasmo e acuisce l'ingegno. I giovani del paese, ai quali don Giuseppe dedica tempo e attenzione, si danno da fare per costruire un campo sportivo. Convoca i capifamiglia, viene eletto un "Comitato soldi" e, con il contributo dello Stato, di alcuni enti pubblici e delle libere offerte delle famiglie, si costruisce l'edificio della Scuola Materna intitolata a Paolo VI. Sostituisce con statue le pitture del capitello che si trova all'incrocio tra le vie Ponzilovo, Pezzamala e Corso, e vengono richiuse nelle nicchie da finestre con serrature.
  • 1981: nel 25° anniversario della Parrocchia si inaugura il nuovo centro pastorale.
  • 1999: don Giuseppe si ritira in casa di riposo, dopo 43 anni di servizio costante e indefesso presso la Parrocchia di Perzacco, presenza assidua e partecipe con un'attività incessante come catechista e insegnante di religione, promotore di ritrovi (Cinema Concordia) e di associazioni. Muore nel 2005 dopo lunga malattia.

Il Campanile

L’antico campanile di Perzacco venne costruito nel 1776 ed il 3 novembre 1901 fu benedetta la prima pietra del nuovo campanile.
Don Marcello Da Re, rettore dal 1924 al 1931, scrive: L’attuale campanile venne costruito sul disegno di don Giuseppe Trecca di Verona. Il vecchio campanile fu demolito il 1° agosto 1927, la prima balaustra venne compiuta l’11 agosto dello stesso anno. L’altezza del campanile fino al primo cornicione è di m 15,75; all’altezza della prima balaustra vi è un forte anello di cemento armato che tiene unita Chiesa e campanile. L’altezza fino al II cornicione è di m 21,75. A questo cornicione vi è un altro anello di cemento armato, e sopra l’arco dei finestroni ve n’è un terzo. L’altezza fino al III cornicione è di m 28,30, dal III al IV vi è lo spazio di m 1,25, totale 29,55. Sopra il IV cornicione esiste un altro anello di cemento armato. Altezza dell’ultimo cornicione alla base della piramide: m 2,30. Totale 31,85. Alla base vi è un ultimo legamento di cemento armato. La piramide in cotto è alta m 4,65. Il capitello che serve per basamento, con la croce e il parafulmini, è di m 2,60. ALTEZZA CAMPANILE M 39.
Vennero usati q. 4,5 di ferro, q. 45 di calce viva, q. 77 di calce idraulica, q. 136 di cemento e 32.500 quadrelli, oltre quelli del vecchio campanile, ed inoltre 1.600 blocchi di cemento fatto in antecedenza dai giovanotti del paese.
Costò complessivamente 27 mila lire.
La strozzatura antiestetica che si trova al livello della gronda della Chiesa, venne fatta per necessità statiche. Le campane, oggi collegate ad un meccanismo elettronico, furono fuse il 22 febbraio 1956.

La sagra di San Bartolomeo Apostolo

San Bartolomeo fu l’apostolo scorticato vivo, come è anche rappresentato nel Giudizio Universale di Michelangelo; nella tradizione popolare veniva invocato contro la paura. Era rappresentato con un libro o un rotulo, simbolo del suo apostolato; solo più tardi nella sua mano venne inserito un coltello, strumento del supplizio, oppure ostendente la pelle staccata. A lui venne dedicato un oratorio edificato accanto all’antica chiesa di Perzacco situata lungo la fossa Minella, già a partire dal 1715. L’edificio, però, continuamente sommerso dall’acqua del fossato divenne inagibile. Si avviarono quindi le procedure per la costruzione della chiesa attuale, che cominciò a funzionare nel novembre del 1779, mantenendo come patrono San Bartolomeo.
     La sua festa ricorre il 24 agosto; da qualche anno la festa patronale conclude la sagra, che, come tutte le sagre presenta la parte religiosa e quella mondana.
     La parte religiosa comprende la Santa Messa, celebrata nel piazzale antistante la chiesa (tempo permettendo) e cantata dalla Schola Cantorum, sotto l’occhio vigile della statua del santo. Anticamente la statua veniva portata in processione facendo il “giro di Ponzilovo”, prima della sacra celebrazione del mattino: vi partecipava tutta la popolazione con le varie Confraternite precedute dal rispettivo gonfalone. La parte mondana si svolgeva il pomeriggio e la sera: tutti si recavano in piazza e per l’occasione le signorine sfoggiavano il vestito nuovo; bambini e ragazzi potevano divertirsi nelle giostre “a cavai”, a “montagne russe”, a “calci”; i giovani provavano la loro abilità nei tiri al bersaglio che appestavano l’aria con il loro acre odore di zolfo. Persone di ogni età si affollavano per le strade e le numerose osterie erano piene di avventori che mangiavano il “risotto con l’anara” o “l’anara arosto”, bevevano e cantavano. Sul palco allestito in piazza davanti alla chiesa, la Banda Musicale, diretta da Oreste Tognetti, eseguiva pezzi d’opera tra gli applausi del pubblico che era sempre numeroso. La festa continuava anche il lunedì, ma con minore intensità: era il “sagrìn” e la sera in piazza tutti assistevano ai fuochi d’artificio. 

     Con il passare degli anni molte cose sono cambiate: ora non si tiene più la processione, ma la statua del santo viene semplicemente spostata sul sagrato prima della sacra celebrazione. La componente mondana si è spostata al campo sportivo dove il Comitato Sagra organizza serate musicali da ballo o folkloristiche, deliziate da un ricco e vario “repertorio” gastronomico, che conserva ancora la consuetudine con la tradizionale e immancabile “anara”.

 

Perzacco.org